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In radio ne ho sentite di tutti i colori, ma questa mi è nuova…stasera ero casualmente in ascolto su 432.450, ponte radio amatoriale collocato sul Monte Carega. Un collega radioamatore ha accennato al fatto che era disoccupato da un pezzo: a quel punto esordisce uno, IW3*** op. Willi parlando di nuove possibilità di guadagni, di un sistema di marketing rivoluzionario, che migliaia di persone ne sono soddisfatte e stanno facendo un sacco di soldi, di visitare il suo sito per avere più informazioni, che c’è una riunione del team una volta al mese in un albergo in zona Vicenza Est ecc ecc…quello di cui parlava in realtà aveva tutta l’aria di essere qualcosa di simile ad uno schema di Ponzi (è una truffa degli anni venti, altroché marketing innovativo). E infatti diversi operatori in un momento di trambusto lo hanno fatto notare.
Altra cosa comica che nel frattempo è successa è che ad un certo punto uno, evidentemente senza patente, si è annunciato come “falco bianco” chiedendo informazioni su questo fantomatico lavoro. Probabilmente non si è accorto che non è un CB quello che ha in mano e non sa che trasmettere su frequenze radioamatoriali senza patente è causa di grossi grossi guai.
Vabbè, quello che voglio dire non solo ai colleghi radioamatori ma a tutti è state attenti! Tutte queste promesse di guadagni facili non sono quasi mai veritiere, quindi non fidatevi di ciò che avete di fronte. E mi mette veramente tristezza vedere che questi soggetti, in malafede o in buonafede che siano, si mettano a pubblicizzare queste stro****e in radio.
EDIT: Tanto per darvi qualche dettaglio in più si tratta di integratori naturali in gel, chi sa di cosa parlo cerchi su Google “<nome della ditta> truffa”.
Questa volta l’hanno combinata grossa, troppo grossa. Che nelle reti delle università italiane ci siano falle più o meno grandi lo sappiamo tutti noi che abbiamo studiato o che stiamo studiando informatica, di certo non servivano loro per scoprirlo. Qui ad Udine, come in qualunque università, la rete è stata oggetto di innumerevoli scorribande informatiche, ed in ogni dipartimento di informatica circolano miliardi di storie, più o meno vere. Il problema è che tutte queste storie, vere o non vere, sono accomunate da un fatto: non ci sono mai andati di mezzo innocenti, e soprattutto non ci è mai andata di mezzo l’immagine dell’università. Ogni “faida” telematica si è consumata nel silenzio, nell’ombra in cui si celavano i pochi coinvolti.
Uno potrebbe dire che chi deve tenere a posto ed in sicurezza le reti all’interno delle università a volte le trascura e a volte, per “poca voglia di smazzarzi”, si lascia dietro delle falle sperando che nessuno le sfrutti. Vero, verissimo. Quindi, questa è sicuramente una colpa che i LulzStorm hanno voluto far pagare. Il problema è che questo tipo di colpe non si fanno pagare così. Perché? Perché, soprattutto in questo periodo, le università italiane soffrono una crisi gravissima. Non ci avete pensato, cari lamer? Le risorse, se ci sono, sono estremamente limitate. Risorse rappresentate anche dai sistemisti, che spesso sono pochi e terribilmente indaffarati. E in queste condizioni le falle, purtroppo, sfuggono. Quindi quelli che i LulzStorm chiamano idioti probabilmente stavano già facendo tutto quello che riuscivano per rendere sicure le reti. Ma ovviamente senza risorse si fa quello che si può.
I sistemisti sicuramente non sono sempre senza colpa, ma i LulzStorm con questo atto si sono macchiati di qualcosa di gravissimo: hanno attaccato un paziente che è da un bel po’ di tempo che versa in gravi condizioni, hanno sparato sulla croce rossa. Hanno attaccato i punti in cui si produce il sapere, sapere di cui anche loro beneficiano ogni volta che accendono il computer per compiere azioni deplorevoli come questa. Sapere verso cui la comunità hacker, alla quale i LulzStorm evidentemente non appartengono, ha un profondo rispetto.
L’atto da loro oggi compiuto esce totalmente da quella che è l’etica hacker. Il significato politico è chiarissimo ed inquietante: disprezzo totale per il sapere, proprio come quando i nazisti bruciavano i libri. E non venitemi a parlare di full disclosure, perché questa non è full disclosure.
Devo scrivere qualcosa sui due ambienti grafici citati nel titolo? Meglio se non lo faccio! Si perché altrimenti ricoprirei di insulti i loro sviluppatori. Molto semplicemente FANNO C****E!!!! Oggi ho aggiornato a Fedora 15 e mi sono trovato in dono questa bella m***a di ambiente grafico in cui per ridurre ad icona una finestra devo fare click destro/minimizza perché non c’è un pulsante apposito. E dopo che l’ho minimizzata, dove sparisce? Perché devo andare a ripescarmela in Activities? E per massimizzare a pieno schermo una finestra? A momenti ho dovuto cercare su Google come fare! Bene, questi 30 minuti con Gnome 3 sono stati fin troppo lunghi, ora il tutto verrà arato e sostituito dal buon vecchio XFCE. Se in futuro le cose non dovessero migliorare, beh, la mia avventura con Gnome finisce qui.
Siete pronti per il gran giorno di domani, ovvero il “World IPv6 test day”? Nessuno si accorgerà di niente o si romperà internet?
Se non l’avete già fatto, installate anche voi Teredo e siate pronti per questo epocale test!
Su Windows 7 dovreste essere a posto, su Linux installate il pacchetto miredo tramite il vostro package manager (yum, apt…) e su Mac OS X installate sempre miredo ma scaricando il .dmg da qui.
Una volta fatto, eseguite questo test oppure questo test.
E poi mi danno del paranoico e del vecchio quando dico che il cloud è una cagata…
- http://www.informationweek.com/news/security/attacks/229900111
- http://www.technobuffalo.com/companies/sony/sony-hacked-again-over-1-million-passwords-compromised/
…e naturalmente la ciliegina sulla torta
Ed il bello è che tutto il gioco è stato fatto con una SQL Injection…probabilmente hanno assunto i programmatori a Paperopoli, senza nulla togliere ai paperopolesi…
Vi sparo un link ad un semplice tool, Safety Sign Builder 2.0, utile per produrre segnaletica industriale e per cantieri. Scegliete l’header, il messaggio, il segnale ed il gioco è fatto. Qui sotto un esempio:
Qualche giorno fa ho ordinato una TechniSat SkyStar 2 e l’obiettivo era di farla funzionare su Fedora 14.
La scheda viene riconosciuta immediatamente senza bisogno di installare nulla. Si apre Kaffeine, si imposta il satellite su cui è puntata la parabola e si fa partire la sintonizzazione automatica. Appena finisce si fa doppio click su uno dei canali trovati ed ecco che magicamente…non si vede nulla! Semplicemente mancano delle librerie, quindi, Kaffeine a parte, è sufficiente che vi assicuriate di aver installato i seguenti pacchetti (assumo che abbiate installato RPM Fusion):
- gstreamer-ffmpeg
- xine-lib-extras
- xine-lib-extras-freeworld
Riavviate Kaffeine e questa volta vedrete tutto! Il prossimo giro tocca a TelliCast!
Ieri mi sveglio e mia sorella mi fa “ho visto degli operai infilare un cavo nero nel pozzetto del palo della luce”, operai che poi nel pomeriggio ho visto anche io. Il pensiero è stato immediato: “sarà fibra?”. Ovviamente la curiosità era troppa e allora oggi ho deciso di andare a curiosare…ero partito con l’intenzione di aprire il pozzetto ma non è servito: lungo la strada ho trovato decine di pezzi di guaina del cavo, cavo che riporta la dicitura “Acome Regione autonoma Friuli Venezia Giulia telecomunicazioni”. Guarda caso, Acome è un grosso produttore di cavi ottici. Sul sito del comune poi ho trovato riferimenti a delle delibere per la posa di fibre ottiche, ma non ho potuto saperne di più perché i PDF pubblicati ovviamente erano corrotti. Dunque ne deduco che davanti a casa mia passa un bel fascio di fibre, ora devo solo trovare un device per il wiretapping
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Scherzi a parte, la cosa che mi ha dato fastidio è stata appunto il ritrovamento di tutti i pezzi di guaina: evidentemente agli operai che hanno eseguito il lavoro costava troppa fatica metterli in un sacco invece che gettarli nel fosso. Durante la mia “passeggiata” lungo il percorso della fibra, per quanto mi è stato possibile, li ho raccolti e li ho buttati ma chissà quanti altri ce ne saranno in giro. Ovviamente, dovendo proteggere i cavi, le guaine sono tutt’altro che biodegradabili e rimarranno li per sempre…o integre o tritate quando l’erba verrà tagliata. Spero dunque che qualcuno del comune legga questo post e faccia un bel cazziatone a chi ha eseguito i lavori, anche se dubito fortemente che la nostra cara giunta abbia a cuore le problematiche ambientali, dato lo scempio che ha permesso con la costruzione del nuovo (e totalmente inutile) casello autostradale.


