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Oggi ho avuto modo di provare la beta di AutoCAD 2011 per Mac. Premetto che non ci ho perso troppo tempo, ma sembra proprio che Autodesk sia sulla strada giusta.
Nessuna illusione: il prodotto è ancora inutilizzabile, infatti l’interfaccia utente mi ha creato non pochi problemi, ma le principali funzionalità sono li esattamente come ci sono nella versione Widows.

Ora la vera domanda è: che scuse ci sono ancora per continuare ad usare il sistema operativo di casa M$? Ormai si può dire che AutoCAD sia stata l’ultima “big application” che mancava sulla piattaforma Apple e questo è un grosso passo, non ancora verso il ribaltamento di Microsoft, ma sicuramente verso una più ampia consapevolezza che “la fuori c’è qualcosa di meglio”.

Da una quindicina di giorni non riuscivo più ad ascoltare una delle mie radio preferite, Philosomatika…molte, troppe volte è stata decisiva per ritrovare calma e concentrazione.

Oggi ho deciso di capire che cosa stava succedendo, e cosa ho scoperto? Philosomatika is no more. Anche il sito è down e mostra la triste pagina di default di Apache. Philosomatika è sparita da Internet.

Rimpiango di non essermi comperato la maglietta per supportare il progetto :(

Che dire, se non “a big thank you for Philosomatika, and hope to hear it again”.

Che dire, forse è un po’ troppo ingegneristica, ma è semplicemente geniale :)

Cari giornalisti e cari magistrati,

Per una volta che, tra tanti pasticci, il nostro governo ne combina una buona, arrivate voi a rompere le uova nel paniere. Voi, cari giornalisti, avete in mano un potere spaventoso: quello di farci sapere ciò che accade nel mondo. Chi ha un briciolo di testa si rende conto immediatamente di come ci propiniate le informazioni manipolate come fa comodo a voi, come fa comodo al vostro partito. E non serve fare grandi sforzi per capirlo, basta solo provare a leggere le notizie da più parti e magari guardare qualche TG estero ogni tanto. Ora, non contenti di dirci le cose come fa comodo a voi, passate al ricatto: niente giornali e niente TV se vi fanno una legge che vi toglie il vostro giocattolo preferito: le intercettazioni. Vi lamentate che la legge vi imbavaglia (mi dovete spiegare dove stia scritto però) quando i primi ad imbavagliare l’informazione siete voi, sia per quello che già fate, sia per queste proteste ridicole. La verità, cari giornalisti, è che non siete più capaci di fare il vostro lavoro in modo serio e professionale. Se vi tolgono le intercettazioni, da dove tirate fuori lo scoop per far vendere 1000 copie di più alla vostra testata? Senza intercettazioni, chi sputtanate oggi? Mi ricordate quasi Fabrizio Corona; senza una legge simile quando inizierete ad andare a chiedere soldi per non pubblicare “intercettazioni scomode”? La verità è che in questo modo i soldi sono facili, e quindi perché muovere il culo per dare un’informazione “sana”?

Quanto a voi, cari magistrati, credo che non serva dire molto. Processi che durano ere geologiche, indagini svolte male ed in modo superficiale e approssimativo…è ben chiaro che anche voi avete il vostro tornaconto dalle intercettazioni: senza di quelle siete costretti ad impegnare il vostro cervello, questa macchina infernale che ognuno di noi ha nella scatola cranica. Ma dato che il cervello consuma buona parte dell’energia disponibile nel nostro corpo, perché usarlo quando possiamo fare tutto con le intercettazioni?Bisogna discutere anche su questo tutto però: pur avendo in mano lo strumento delle intercettazioni non è che mi sembrate molto bravi, con tutti gli stupratori e gli assassini che vi lasciate scappare.

Questa protesta che voi state portando avanti è l’espressione massima dell’italianità, del “tanto si combina”. Ma a forza di “tanto si combina” alla fine non si combina niente, si finisce al collasso.

Tra voi, sindacati e tante altre belle categorie tutte italiane ci facciamo proprio una bella figura nel mondo.

Tanti direbbero “mi fate vergognare di essere italiano”. Io invece dico “mi dispiace che l’Italia abbia delle vergogne come voi”.

Magari leggetevi anche questo.

Si, definitiva perché le infomazioni che si trovano sulla rete sono frammentarie e spesso non corrette. In altre parole hanno un rapporto segnale/rumore poco favorevole. Non che quello che scriverò sarà tutto lo scibile sulla Fonera, ma se seguirete alla lettera la procedura che ora vi vado a descrivere avrete il 99% di possibilità di ripristinarla correttamente (parlo di software ovviamente, se si tratta di hardware, beh, buona fortuna).

Nonostante non sia affatto un utente Windows, vi descrivo come si fa la cosa su Windows, al fine di poter aiutare il maggior numero possibile di persone che si trovano di fronte a questo problema. Gli utenti *nix dovrebbero riuscire a capire da soli cosa cambia….

DISCLAIMER: Se distruggete qualcosa (la Fonera, il vostro computer, un vostro occhio perché è esploso un condensatore e vi è arrivato in faccia…) sono tutti c***i vostri.

Di cosa avete bisogno (a.k.a. se non avete TUTTO quello che ho messo in questo elenco, lasciate stare):

Il cavo JTAG:

Questo tipo di cavo vi serve per andare ad intervenire sulla flash della Fonera, e se non ce l’avete potete costruirlo con 2 euro. Per farlo vi servono i seguenti componenti:

  • Connettore DB25 maschio
  • 5 resistori da 100 ohm
  • Un connettore tipo quelli da piattina a 14 pin (SV1)

L’immagine è presa da dd-wrt.com. Notate che questo è un cavo “per poveri” nel senso che lui funziona, ma è veramente al limite. Ogni disturbo potrebbe compromettere la comunicazione e costringervi a rifare da capo l’upload. Per tanto le regole sono le seguenti:

  1. Costruite il cavo cercando di fare ottime saldature
  2. Tenete il cavo il più corto possibile…20 cm potrebbe essere un’idea
  3. Quando lo usate tenetelo lontano da qualunque altro cavo, soprattutto dall’alimentazione ma anche da USB, Ethernet…lontano da tutto insomma
  4. Cercate di non accendere/spegnere elettrodomestici nelle vicinanze, tipo ventilatori, aspirapolvere…
  5. Se volete usate del cavetto schermato, usando però la schermatura “con la testa”
  6. Tenete presente che potrebbe essere anche la porta parallela della vostra macchina a fare scherzi, se proprio non funziona provate ad usare un altro computer, magari bello vecchiotto.

Se non seguite queste regole, poi quando andrete ad usare TJTAG per fare l’upload nella flash vedrete problemi legati al watchdog, upload che si interrompono a caso, ecc…

Il cavo seriale:

Questo cavo è molto meno critico, ma ugualmente metteteci cura nel costruirlo. Vi servono i seguenti componenti:

  • MAX232 o equivalente, ad esempio HIN232
  • 4 condensatori da 1 microF
  • 1 connettore DB9 femmina

Anche questa volta non avevo voglia di fare il disegno: ho trovato l’immagine sopra che, per quanto chiara, presenta un circuito che ha ottime possibilità di non funzionare. Infatti il MAX232 richiede da 4.5 a 5.5 volt (datasheet) per il suo corretto funzionamento. Per cui alimentate questo circuito (linea rossa) con 5 volt invece che con l’alimentazione che vi da la Fonera, che è di 3.3 volt. Il connettore dove c’è scritto “Fon Router” è il J2 della Fonera. Se volete alimentare il circuito con i 3.3V della Fonera, usate il MAX3232, stessa piedinatura, condensatori da 0,1microF.

Prepariamo la Fonera all’intervento:

Prendete la scheda della Fonera ed individuate il connettore J1. Come vedrete praticamente tutti i fori sono stagnati: il vostro obiettivo è aprirli. Non serve aprirli tutti, bastano i fori corrispondenti ai pin 1, 2, 3, 5, 7, 9 e 14. Per cui prendete saldatore e pompetta, aprite i fori e con i reofori che vi avanzano dalle resistenze dopo aver costruito i cavi, fate i pin per J1. Ricordate: ottime saldature!

Ora prendete il cavo JTAG ed il cavo seriale e attaccate tutto.

Iniziamo:

Create una directory tipo c:\fon e metteteci dentro tutta l’immondizia software che vi ho elencato prima. Lanciate loaddrv.exe, specificate c:\fon\giveio.sys, date Install e poi Start.

Date watt alla Fonera e provate a vedere se TJTAG riesce a parlarle:

tjtag3 -probeonly

Dovrebbe uscirvi una cosa simile a questa. Se vi si blocca su “resuming processor” (come a me) non vi preoccupate, la cosa non crea problemi: date un CTRL-C e siete a posto. In giro per la rete vi dicono di usare /fc:25. Se siete costretti ad usarlo (serve a specificare a mano che flash c’è sulla fonera), forse c’è qualcosa che non va…

Ora ariamo l’intera flash:

tjtag3 -erase:custom /window:a8000000 /start:a8000000 /length:800000

Fatto questo, copiate redboot.bin in custom.bin e date:

tjtag3 -flash:custom /window:a8000000 /start:a8000000 /length:30000

Bene. Il processo ora può durare anche più di un’ora per cui andate a farvi un giro e non toccate nulla. Una volta finito, aprite board_config_template.bin con Hackman, andate a 0×60 ed inserite il mac address riportato sulla Fonera. Subito di seguito inserite quello stesso mac address a cui ci sommate 1. Saranno rispettivamente i mac della scheda Wifi e della scheda Ethernet della fonera.

Fatto ciò, copiate board_config_template.bin in custom.bin e date:

tjtag3 -flash:custom /window:a87f0000 /start:a87f0000 /length:10000

Ora siete a posto. Spegnete e riaccendete la Fonera: sulla seriale (impostata a 9600-8-N-1) dovreste veder apparire il prompt di RedBoot.

Ora siete pronti a caricare DD-WRT o quello che vi pare…

Lo so, la guida è molto stringata, per cui in via del tutto eccezionale apro i commenti su questo post (che cmq verranno moderati), tramite i quali potete esprimere perplessità o chiedere chiarimenti.

Ora la tua fonera vive di nuovo, Omar! :)

Tanto per cambiare i cinesi hanno combinato un bel casino. O meglio, Big G si è fatta fregare dagli ultimi arrivati nel cyberspazio. Sarò fuori ma credo sempre di meno nel software closed-source. E il cloud computing, che non mi è mai piaciuto, mi piace ancora di meno…

Da un po’ sto dedicando qualche mezz’ora a IPSec, il noto protocollo di crittografia e autenticazione a livello IP. Qualche anno fa avevo fatto qualcosa, ma molto poco. Ora, pian piano sto guardando cosa propongono i vari sistemi operativi. Lo scorso fine settimana avevo fatto parlare Mac OS X ed OpenBSD e nei venti minuti che ho speso stasera ho fatto parlare Windows ed OpenBSD. Ho tirato su tutto veramente in un attimo, da entrambi i lati. Unici problemi? Dal lato Windows niente da fare con AES per quanto riguarda la crittografia e niente da fare con IPv6, e questo è molto male…certo, ho provato su XP, magari nel 7 le cose vanno meglio, anzi, voglio esserne sicuro. Prossimo giro tocca a Solaris :)

IPSec ancora stenta a prendere piede in modo massiccio, forse per la sua “difficoltà” di configurazione ma forse, anzi, soprattutto forse, per gli ovvii problemi che il NAT crea. Speriamo che con IPv6 trovi maggior diffusione. Ovvio però che se i nostri cari (leggi maledetti) provider non si decidono a fornirci IPv6 non se ne fa niente.

Forse scriverò un tutorialino, e forse terrò un talk all’Open Source Day che si terrà quest’autunno ad Udine.

Oggi mentre ero in macchina ho avuto una grande illuminazione! Finalmente, dopo averci riflettuto a lungo, ho capito che cosa succederà nel fatidico giorno del 21 Dicembre 2012! Come dicono le profezie Maya, sarà un giorno di cambiamento epocale, in cui entreremo in una nuova era: l’era dell’IPv6! :) Eh si! Al 21/12/2012 mancano quasi due anni, e il contatore degli indirizzi IP rimanenti indica 559 giorni al loro esaurimento, che per l’appunto, sono quasi due anni! :) Quel giorno finalmente avremmo 48 bit di prefisso a testa e ciascuno di noi potrà collegare ad Internet 2^80 host. Ci pensate? È sensazionale! :)

Svelato il mistero del 21 dicembre 2012! :)

Ebbene, dopo tre anni dalla prima versione di sniff232 ne ho scritta una nuova, non migliore, ma meno indecente. Cos’è sniff232? È un toolino che permette di sniffare il traffico tra due dispositivi RS232 (ma va?). Potrebbe funzionare meglio utilizzando 5 euro di hardware e facendo le cose in modo leggermente differente, ma così mi è stato più che sufficiente. Ovviamente ogni suggerimento è ben accetto :) .

http://code.google.com/p/sniff232

Ah si…con gli adattatori USB-seriale non va poi così bene…

Se ricevete un SMS che parla di un bambino con la leucemia, è solo UNA GROSSA BUFALA!

bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo B+ per leucemia fulminante 328269**** riccardo capriccioli. Fai girare l’sms per favore, è urgente, mi fido di te invia a tutti i tuoi numeri è importantissimo.

Basta googlare “Riccardo Capriccioli” per rendersi conto che è una catena di sant’Antonio iniziata nel 2007 e a quanto pare tornata alla ribalta. Il bambino effettivamente esiste, ma sembra scoppiare di salute.

Continuare ad inviare questi SMS senza riflettere un secondo e senza verificarne l’attendibilità serve soltanto a portare soldi nelle casse dei gestori di telefonia mobile. Ad ogni passo il numero di SMS inviati cresce in modo esponenziale, e di conseguenza anche i soldi che vengono “regalati”.

Supponiamo che lo “spammer” inizialmente invii 20 SMS, e che ogni “vittima” a sua volta lo inoltri a 40 persone, dunque, succede una cosa del genere:

  • Passo “0″: 20 sms inviati dallo spammer
  • Passo “1″: 20 persone inviano 20 SMS, dunque l’SMS è raggiunto da altre 400 persone
  • Passo “2″: 400 persone inviano 20 SMS, così 8000 persone a loro volta lo inoltrano

Andando avanti in questo modo, arriviamo al passo “n”, nel quale 40*40*40*…*40 (n volte) persone lo inoltrano

Se ognuno inoltrasse sul serio l’SMS 20 volte, già dopo 10 passi il numero di persone che lo inoltrano avrebbe 13 zeri!

Facendo i conti in euro invece che in SMS, succede questa cosa:

  • Passo “0″: Lo “spammer” spende 3 euro per inviare 20 SMS al prezzo di 0,15 cent l’uno
  • Passo “1″: 20 persone spendono 3 euro a testa per inviare i loro 20 SMS, e siamo a 3*20 euro + 3 euro iniziali = 63 euro regalati
  • Passo “2″: 400 persone spendono 3 euro a testa per inviare i loro 20 SMS, dunque 400*3=1200 + 63 = 1263 euro regalati
  • Passo “3″: 8000 persone spendono 3 euro a testa per inviare i loro 20 SMS, dunque siamo ad 8000*3 = 24000 euro appena spesi, più i 1263 spesi per arrivare fino a questo punto siamo a 25263 euro regalati.

Come vedete la cosa cresce in modo abbastanza spaventoso, dunque NON FATEVI FREGARE! Certamente bisogna adempiere ai propri “doveri morali”, ma prima di farlo in questi casi fermatevi un attimo e documentatevi prima di inoltrare!