BlueGene/Q

HPCWire riporta che IBM ed dipartimento dell’energia degli Stati Uniti hanno pianificato per il 2011 l’installazione, presso il Lawrence Livermore National Laboratory, di un supercomputer capace di sviluppare 20 PFLOPS: oltre 10 volte l’attuale numero uno della Top500. La macchina è decisamente interessante, infatti si parla di 98304 nodi di calcolo, per un totale di circa 1,6 milioni di core e 1,6 PB di RAM. Vi rimando comunque all’articolo precedentemente citato per i rimanenti dettagli.

Quello che colpisce è quanto si legge nell’introduzione dell’articolo:

Roadrunner and Jaguar, the DOE supercomputers that launched the petaflop era last year, will soon be eclipsed by new machines more than ten times as powerful. IBM and the US National Nuclear Security Administration (NNSA) announced on Tuesday that in 2011 Lawrence Livermore National Laboratory will install a 20 petaflop system to provide computational support for the country’s aging nuclear weapons.

Sequoia, questo il nome della nuova supermacchina, sarà impiegato per studi sull’invecchiamento dell’arsenale nucleare, in altre parole per simulare test nucleari sotterranei. Un altro supercomputer oltre a Roadrunner per condurre questi esperimenti dunque? L’enorme potenza di calcolo si rende necessaria in quanto gli scienziati del LLNL stanno integrando nei loro codici di simulazione dei metodi di “uncertainty quantification“, che sono estremamente gravosi dal punto di vista computazionale.

La domanda cruciale è: si è tanto parlato di disarmo nucleare, niente ordigni atomici ecc ecc…tutte balle? A me sembra di si, perché invece di fare i test sotto terra, questi vengono condotti dentro ad un computer…in fondo non credo che sia molto diverso, l’idea sembra essere sempre quella di mantenere la supremazia atomica. Intanto, con le simulazioni studiamo gli ordigni, poi quando ce ne sarà bisogno per la terza guerra mondiale, avremo un bel pezzo di know-how già a disposizione. Quando invece si tratta di dover svolgere simulazioni per la ricerca contro l’AIDS o il cancro, gli scienziati devono chiedere a volontari in giro per il mondo di mettere a disposizione i loro PC per poter ottenere la necessaria potenza di elaborazione, vedi World Community Grid. Certo, esistono centinaia di centri di calcolo dove le macchine sono impiegate per questo tipo di ricerca, ma è curioso che gli elaboratori che occupano i primi posti della TOP500 siano utilizzati per scopi “distruttivi” invece che per scopi “costruttivi”.